Lavoratrice in gravidanza: cosa fare?

fonte: Cara mamma.. Istituto per la sicurezza sociale U.O.C Ostetricia e Ginecologia

E’ capitato anche a me, sono una lavoratrice anch’io, e quando sono rimasta in cinta mi sono detta:  e ora? che faccio? Così ho deciso di elaborare una breve guida con delle indicazioni utili e passi da seguire in caso di gravidanza.

Una volta che si ha certezza della gravidanza, e viene fatta la prima visita ginecologica nella quale viene rilasciato un certificato di gravidanza, una delle prime cose da fare è la comunicazione dello stato di gravidanza al datore di lavoro. E’ importante che lui sia messo al corrente perchè ha delle importanti responsabilità nei confronti della salute della donna e del bambino. In effetti proprio lui deve attivare le procedure di tutela mediante la valutazione del ambiente di lavoro e del ruolo professionale della lavoratrice in relazione alla gravidanza.

Il certificato va consegnato al datore di lavoro, il quale, sentito il parere del Medico del Lavoro della propria ditta, definirà l’idoneità del ruolo professionale in relazione alla gravidanza, cambiando la mansione oppure collocandola in congedo anticipato in caso di ambiente di lavoro non idoneo.

La Legge n.7/1961 al suo art. 23 prevede che per la gravidanza ed il puerperio l’assenza necessaria sarà di 150 giorni, e dovrà essere osservata per i 3 mesi prima dalla data presunta del parto e i due messi successivi al parto stesso.

In caso di attività lavorativa compatibile con gravidanza, la Legge n. 137/2003 da alla lavoratrice la facoltà di fare decorrere il periodo di assenza dal lavoro dai 90 giorni ai 60 giorni prima dalla data presunta del parto. Inoltre viene data la possibilità di astenersi dal lavoro dal 30° gg. precedente alla data presunta del parto sempre che il medico specialista curante attesti che ciò non comporta rischio alcuno per la salute della madre e/o il figlio. In questo ultimo caso, entro la fine del 7°mese la gravida deve produrre un certificato redatto dal Ginecologo ed uno del Medico del Lavoro, tutti e due attestanti l’idoneità al lavoro. Alla 36° settimana, con i due certificati si ottiene dall’Ostretica il certificato per l’astensione anticipata, che verrà poi consegnato all’Ufficio Indennità Economiche.

La lavoratrice a riposo per ambiente di lavoro non idoneo andrà in congedo per maternità al 6° mese, tre mesi prima e due mesi dopo il parto, per un totale di 150 gg.

La Legge n.137/2003 prevede anche che in caso di parto pre termine la lavoratrice usufruisce dell’indennità per i 150 giorni complessivi, e riconferma il divieto di licenziare la lavoratrice per tutto il periodo di astenzione obbligatoria e la nullità assoluta del licenziamento per motivi legati alla gravidanza.

Lavoratrice con contratto a termine: se la scadenza del contratto coincide con il periodo di astenzione obbligatoria, spetta il diritto di percepimento dell’indennità per un periodo massimo di 150 giorni a condizione che il rapporto sia in essere da almeno 2 mesi e che risulti aver lavorato con contratto a tempo indeterminato ovvero sia iscritta nelle liste di avviamento al lavoro nei 6 mesi precedenti.

Il certificato di maternità viene redatto dalle Ostetriche del reparto, e va consegnato all’Ufficio Indennità Economiche.

 

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