Lavoratrici madri: si rischia?

Dall’anno 2008 a San Marino non ci sono rischi: con il Decreto Delegato del 4 agosto 2008 n. 116 è stato sancito il divieto di licenziare le lavoratrici in gravidanza stabilendo la nullità assoluta del licenziamento per motivi legati alla gravidanza ed all’allattamento, e sono state introdotte delle disposizioni volte a salvaguardare la salute delle lavoratrici madri e dei loro bambini.

Per cui da una parte il posto di lavoro è al sicuro, le donne lavoratrici non possono essere licenziate quando rimangono in cinta e sono tutelate fino al settimo mese di vita del bambino. D’altra parte è al sicuro anche la salute della donna e del bambino, perchè i datori di lavoro sono obbligati a valutare i pericoli per la salute delle lavoratrici madri ed a prendere i relativi necessari provvedimenti, ed è stato sancito il divieto di esporre le lavoratrici gestanti ad agenti pericoli, elencati in un allegato al Decreto.

Il Decreto Delegato in esame ha stabilito la procedura da seguire in caso di una valutazione dei rischi positiva per la salute delle lavoratrici gestanti. Quando emerge che in azienda sono presenti delle mansioni a rischio per la loro salute e sicurezza, il datore di lavoro deve mettere in atto le misure di tutela necessarie ad evitare l’esposizione ai rischi:

  1. Eliminazione del rischio: modifica temporanea degli aspetti organizzativi inerenti le condizioni e orari di lavoro.
  2. Spostamento della mansione: quando non sia possibile la modifica delle condizioni di lavoro. Vuol dire individuare una nuova collocazione all’interno dell’azienda, anche in una posizione diversa dal ruolo professionale della lavoratrice.
  3. Astensione anticipata dal lavoro: se le condizioni organizzative impediscono una ricollocazione interna per la non disponibilità di mansioni adeguate. L’astensione anticipata non può potrarsi oltre il sesto mese di gravidanza, e non comporta uno svantaggio economico in quanto da diritto al percepimento del 100% della retribuzione contrattuale dovuta.

E se non si trattasse di una lavoratrice dipendente?:  le disposizione del Decreto si applicano al settore privato, pubblico allargato, lavoratrici indipendenti e libere professioniste. Quando lo stato di gravidanza di quest’ultime risulta incompatibile con il lavoro svolto, possono rivolgersi direttamente all’organo di vigilanza che è tenuto a valutare i rischi per la gestante e a predisporre l’eventuale pratica di astensione anticipata dal lavoro.

Insomma, quando la donna decide di intraprendere la carriera di “mamma“, può stare tranquilla, il suo posto di lavoro, la sua salute e quella del suo bambino sono al sicuro.

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