Lavoratrici madri: maternità, e dopo?

Eravamo rimasti al periodo di astensione obbligatoria dal lavoro a cui hanno diritto le lavoratrici madri (maternità), periodo durante il quale la donna partorisce e si prende cura del suo piccolo. E dopo?

Dopo la maternità, la lavoratrice madre ha le seguenti alternative:

  1. Rientrare al lavoro a tempo pieno: in questo caso ha diritto ad un intervallo giornaliero, continuo o discontinuo (a scelta della donna), per allattare il suo bambino. Il lavoro a tempo pieno implica lavorare 7,5/8 ore giornaliere, il permesso per allattamento sarà di 2 ore e le ore effettive lavorate saranno 6. Questo permesso può essere sfruttato fino all’anno (1) di vita del bambino, ed è a carico dello Stato, recuperandolo il datore di lavoro sotto forma di contributi.
  2. Rientrare al lavoro a tempo parziale: la donna ha il diritto di chiedere una riduzione dell’orario di lavoro, ed il permesso per allattamento sarà proporzionale all’orario di lavoro. Questo diritto spetta anche alle lavoratrici madri frontaliere,  unico caso in cui il lavoratore non residente può fare richiesta del part-time.
  3. Aspettativa post-partum: in alternativa al rientro lavorativo c’è l’aspettativa. Questo signfica che la donna non torna a lavorare ma ha diritto al mantenimento del posto di lavoro. L’aspettativa è posta a carico dello Stato,  ma l’azienda è tenuta a erogare lo stipendio recuperando gli importi sotto forma di contributi. E’ pari al 30% dello stipendio della lavoratrice per i primi 12 mesi di vita del bambino, con la possibilità di prorrogarla ulteriori 6 mesi percependo un 20% dello stipendio.
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